Educati all’infelicita’

I rapporti tra padri e figli peggiorano in Cile di giorno in giorno e il motivo, secondo un rapporto appena presentato dall’Unicef, dal titolo “Lo que mas le importa a mis padres”, è la pressione sul rendimento scolastico. “Studia di più se vuoi diventare qualcuno nella vita”, questa è la sostanza dei rimproveri dei genitori, e la maggior parte dei ragazzini, secondo lo studio, avrebbe “interiorizzato il discorso sociale e familiare in relazione alle aspettative future”. In altre parole: lavorare e trionfare diventa una priorità non solo per gli uomini, ed è del tutto irrilevante se quel fatto li renderà felici. Per il momento, vivono male il periodo scolastico, angosciati dalle aspettative e stressati dalla paura di non rispettarle e, più ancora, preoccupati che il successo, o anche solo un buon impiego, li trasformi in persone infelici e provate come i genitori

Flexiseguridad

L’esperto del lavoro Timo Kauppinen, finlandese, è stato invitato a Santiago per parlare della flexiseguridad, durante un incontro presso l’Università Adolfo Ibanez. La flexiseguridad, parola in sé affascinante quanto il concetto che racchiude, aveva colpito il ministro di Hacienda cileno Andrés Velazco quando, di recente, era stato in Danimarca . Da qui l’invito al professor Kauppinen. Davanti a un pubblico molto attento e selezionato, quest’ultimo ha spiegato in cosa consiste, grosso modo, quel nuovo concetto, e i quattro pilastri si cui si regge: leggi sul lavoro moderne e accordi collettivi affidabili tra lavoratori e imprese, aggiornamento continuo nella formazione del personale, politiche del lavoro ben fatte che aiutino la gente ad ammortizzare i cambi, riduzione della disoccupazione e facilitazione nel passaggio a nuovi impieghi. In altre parole, ha spiegato il professore, la flexiseguridad funziona quando convivono, nello stesso sistema, una legislazione flessibile in materia di impiego (orario, tipo di contratto e così via), e benefici generalizzati per coloro che si trovino senza lavoro. Tutto questo, all’interno di un quadro di sicurezza sociale che non escluda nessuno. “Meno regole per la vita del lavoro e più regole per la sicurezza sociale. Questa è la tendenza”: così ha concluso Kauppinen la sua lunga e interessante conferenza.

Allende, il poeta

Allende durante un comizioSi chiama José Angel Cuevas, detto Pepe. Lo considerano il maggiore poeta cileno vivente, qualità non da poco in un Paese di poeti, e in cui la poesia si legge. Il suo ultimo libro, Album del ex Chile, parla del suo passato tra il ’70 e il ’73. Si considera un ex poeta che vive in un ex Cile. Le sue poesie parlano di fantasmi, di luoghi che hanno smesso di esistere, di ricordi. Spiega che lo hanno lasciato non tanto senza futuro, bensi senza passato. Si aspetta che in Cile, come è successo in Argentina, “scoppi un casino”. Una rivoluzione? “No, non ci sono le condizioni, mi accontento di una sollevazione”. Per lui, Allende fu più un poeta che uno statista, ma un poeta che diede la vita per una missione popolare

Sostiene Laguna

Patrio Laguna, mentre lavoraComincia la corsa per le amministrative in Cile e appaiono, accanto ai soliti, personaggi come Patricio Laguna, modello, ricco, e ovviamente Udi. Con un sorriso che non lo abbandona mai, lo sguardo tenebroso, la compagnia discreta della fidanzata a sua volta modella, Laguna spiega, da tutti i media, due o tre cose sulle sue tendenze politiche: per esempio che è molto conservatore, che non discute mai di politica ma nutre una ammirazione ad ampio spettro per politici di varie parti: Lavin lo “encanta, es un gallo inteligente”, Pinera pure, dice che Lagos ha una capacità incredibile di gestione e la Bachellet, anche lei è ammirabile, peccato che la situazione economica mondiale abbia danneggiato molti suoi programmi. Spiega che la Udi confida nel suo carisma, e che lui si è un po’ stufato di animare le feste in discoteca.