Flexiseguridad

L’esperto del lavoro Timo Kauppinen, finlandese, è stato invitato a Santiago per parlare della flexiseguridad, durante un incontro presso l’Università Adolfo Ibanez. La flexiseguridad, parola in sé affascinante quanto il concetto che racchiude, aveva colpito il ministro di Hacienda cileno Andrés Velazco quando, di recente, era stato in Danimarca . Da qui l’invito al professor Kauppinen. Davanti a un pubblico molto attento e selezionato, quest’ultimo ha spiegato in cosa consiste, grosso modo, quel nuovo concetto, e i quattro pilastri si cui si regge: leggi sul lavoro moderne e accordi collettivi affidabili tra lavoratori e imprese, aggiornamento continuo nella formazione del personale, politiche del lavoro ben fatte che aiutino la gente ad ammortizzare i cambi, riduzione della disoccupazione e facilitazione nel passaggio a nuovi impieghi. In altre parole, ha spiegato il professore, la flexiseguridad funziona quando convivono, nello stesso sistema, una legislazione flessibile in materia di impiego (orario, tipo di contratto e così via), e benefici generalizzati per coloro che si trovino senza lavoro. Tutto questo, all’interno di un quadro di sicurezza sociale che non escluda nessuno. “Meno regole per la vita del lavoro e più regole per la sicurezza sociale. Questa è la tendenza”: così ha concluso Kauppinen la sua lunga e interessante conferenza.

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