Proletari di tutto il Cile, riproducetevi…

protesta pro abortoQualche giorno fa il Tribunale Costituzionale cileno ha dichiarato incostituzionale la pillola del giorno dopo, in quanto abortiva. A far cadere la bilancia dalla parte dei proibizionisti sono stati i voti di Mario Fernandez e Raul Bertelsen, il primo legato alla Concertazione e il secondo alla Alianza, l’opposizione. La decisione ha sollevato polemiche molto accese sui media solitamente spenti, e moderate manifestazioni di piazza in un Paese che nella sua gran maggioranza considera le proteste come l’eccesso di animi esaltati. “Io sono cattolico e faccio quello che dice la Chiesa”, ha risposto secco Mario Fernandez detto Peta, l’uomo della Concertazione, alle domande dei giornalisti. L’aspetto più ridicolo di questa vicenda è che la pillola è permessa in farmacia, dove è a pagamento, mentre è proibita nei consultori e negli ospedali, dove è gratuita.

Lo scrittore Pedro Lemebel, gay e fortunatamente iconoclasta, ha scritto un durissimo ed esilarante articolo nella sua rubrica sul quotidiano La Nacion di oggi. L’articolo dice, tra le altre cose: “Perché questi rigidi signori condannano la classe proletaria ad avere sesso soltanto procreativo? Voi, signori della messa domenicale, conoscete la parola desiderio? O solo aprite le gambe per avere figli? Però questo è un problema vostro, e non dovete imporre la vostra piccola morale al Paese intero”. Il settimanale The Clinic ha dedicato al tema l’ultimo numero. L’articolo di copertina mostra un neonato che annaspa in un mare azzurro, e il titolo: “La paja no embaraza”, “La sega non ingravida”.

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