La stella dell’Audax

I due ragazzi della portineria mi hanno bloccato, due giorni fa, mentre uscivo dal mio palazzo. “Lei tifa per il Cile o per l’Argentina?”, mi hanno chiesto. “Per il Cile, è ovvio”, ho detto subito. “Ma non illudiamoci. Sarebbe la prima volta nella storia del football che il Cile vince con l’Argentina”. Manco a dirlo. Un’ora dopo la nazionale cilena ha segnato il goal della vittoria. Ero seduta al ristorante Liguria con degli amici quando un boato ha fatto, letteralmente, tremare la strada, e non c’è stato più verso di ordinare niente ai camerieri inchiodati, increduli, allo schermo in cui undici ragazzi impazziti correvano esultando.

L’autore del goal si chiama Fabian Ariel Orellana Valenzuela e ha le dimensioni di un fantino, altezza 1,69 per 65 chili di peso, ma tecnica eccellente e inoltre è veloce. Ha 22 anni e una figlia di pochi mesi. Gioca nell’Audax italiano e da qualche giorno è una stella. I suoi compagni di squadra giurano che, a questo punto, può giocare in qualunque squadra europea. Di certo c’è che non avevo mai visto i cileni così animati, mai erano stati così poco apocados (letteralmente che si sentono poca cosa) come dopo questa vittoria sulla rivale di sempre, quella Argentina in cui, per tradizione, tutto è più bello, perfino le donne, le città e il calcio.