A otra cosa mariposa

Frei e Pinera: il primo non sa dove andare, il secondo ha sbagliato direzione

Frei e Pinera: il primo non sa dove andare, il secondo ha sbagliato direzione

Dall’editoriale di Patricio Fernandez, direttore del settimanale The Clinic, “A otra cosa mariposa”, sulle elezioni del 13 dicembre

“Alla Concertazione manca sapere chiaramente perché vuole governare. Per Pinera e i suoi esiste la novità del giocattolo nuovo. Per alcuni, è adesso o mai più……..Non hanno nemmeno chiaro in che direzione vogliono andare, e se ce l’hanno Dio ci liberi. Al contrario, la Concertazione che rappresenta il mondo sociale e culturale più ampio, i repubblicani di qualunque categoria, la maggior parte degli artisti e intellettuali cileni, non ha chiara la sua ragion d’essere. Non ha saputo chiarire con forza come intende la istruzione pubblica, l’esistenza dei licei laici, l’offerta di una scuola migliore e più egualitaria per tutti……(Carolina Tohà, la appena nominata generalissima della campagna di Frei), dovrebbe circondarsi di nomi sorprendenti. Cominciare a pensare al 2014, un passo più in là del ballottaggio……Le conquiste del passato meritano decorazioni e medaglie, però i governanti li si sceglie per il futuro”.

5 Comments to “A otra cosa mariposa”

  1. By Lio 46, December 27, 2009 @ 6:45 pm

    Il Belusconi cileno vincerò quasi sicuramente le elezioni, giocando sullo scontento della gente che si lamenta per esempio della carissima istruzione e salute e della diferenza di reddito e lo scarto tra classi. La mia domanda è: perché se la gente è scontenta di queste cose finisce per eleggere uno che sicuramente non le migliorerà ma anzi farà di tutto per accentuarle?

  2. By Lio 46, December 27, 2009 @ 6:48 pm

    Un’altra domanda sarebbe: che gioco fa il giovane Enriquez, quanto ha inciso nelo suo successo il fatto che fosse il figlio del fondatore del Mir dato che lui stesso ha ammesso in una intervista che molti ex miristi sono delusi dalla sua poca continuità rispetto alla ideologia paterna?

  3. By aglioepepe, December 27, 2009 @ 7:48 pm

    Recentemente ho letto un artricolo nel quale si davano e percentuali dei giovani cileni tra i 18 e 29 anni che si sono registrati. Sono meno del 10 per cento. A che cosa si deve un tanto profondo distacco dalla politica?

  4. By Gabriella, December 28, 2009 @ 7:47 pm

    Per aglioepepe: la maggior parte dei giovani ritiene che i politici non li rappresentino e non vedono sostanziali differenze tra la destra di pinera e la concertazione, ma soprattutto considerano vecchio il mondo politico, e animato da logiche interne a cui si sentono estrenei. Nemmeno il giovane Meo è riuscito a conquistarli. Dire che le colpe sono solo dei partiti o del governo sarebbe riduttivo, così come lo sarebbe accusare i giovani di qualunquismo e individualismo. O meglio tutte queste cose sono vere, nessuna e determinante. Detto questo, ascoltare i 25enni che immancabilmente esclamano, con disprezzo, “da lo mismo”, a proposito dei loro futuri governanti, a me che sono della vecchia scuola fa ancora rabbia.

  5. By Gabriella, December 28, 2009 @ 8:03 pm

    Per Lio: Pinera rappresenta il cambio (o almeno vorrebbe rappresentarlo, benché, a 60 anni, sia una vecchia volpe della politica e la sua faccia sia in giro da tempo), almeno per i suoi futuri elettori, e ci si aspetta che cambi proprio quelle cose della politica concertazionista che non piacciono alla gente. Pinera si propone come un innovatore e molti tra i suoi elettori non si chiedono in che senso innoverà, né pensano che quel senso potrebbe essere ben peggiore del precedente. Quanto a Meo, è un centrista e il suo proposito è definirsi come leader di quella parte del progressismo che non è “coperto” dalla Concertazione. Ha sottolineato in più occasioni che l’influenza del padre non si estende alla sua visione politica, ma alla serietà del suo impegno (questo in grosse linee).